Bertinoro, fondata da un gruppo di monaci benedettini provenienti dalla Britannia all’inizio dell’VIII sec., sorge alla sommità di un colle avanzato sulla pianura romagnola, tra le città di Forlì e Cesena.

Assorbita dallo Stato della Chiesa, a partire dal XIII secolo Bertinoro si afferma per il valore dell’Ospitalità. L’ospite era sentito e vissuto come parte integrante della comunità.

Oggi questa tradizione è rinnovata dalle attività del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro.

Il Centro Universitario

La nascita del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Ce.U.B.) è da inquadrare nel più ampio fenomeno del decentramento dell’Università di Bologna in Romagna, iniziato nel 1988. Situato all’interno dell’area monumentale costituita dalla Rocca Vescovile, dal Rivellino e dall’Ex-Seminario, che dominano il vicino borgo medievale di Bertinoro, dal 1994 opera nel settore dell’Alta Formazione e delle attività congressuali.

Data l’importanza del patrimonio artistico e storico dell’intero complesso, la sua tutela è garantita da un sistema di videosorveglianza di ultima generazione progettato e realizzato da Telempianti S.p.A. Il sistema supervisiona tutte le telecamere ad alta definizione dislocate nei punti di accesso e nelle sale, garantendo un altissimo grado di dettaglio grazie a zoom ottici 4x e zoom digitali fino a 16x.

Centro Universitario di Bertinoro - Fondazione Ce.U.B

La Rocca

La Rocca di Bertinoro fu una delle costruzioni difensive più temibili del Medioevo, grazie alla sua posizione strategica che domina tutta la pianura romagnola. Costruita nel X secolo con funzioni militari, dalla fine del XVI secolo fino al 1969 fu la sede di tutti i vescovi di Bertinoro.

Oggi, la Rocca è il fulcro del polo didattico e culturale del complesso storico. Al suo interno dispone di:

  • 6 aule didattiche, poste al piano nobile e al secondo piano della Rocca, attrezzate con copertura WI-FI, videoproiettore e microfoni;
  • 1 laboratorio informatico per le lezioni frontali;
  • 21 stanze per gli ospiti di Ce.U.B. suddivise in: 16 camere singole, 4 camere doppie, 1 suite matrimoniale. Le camere dispongono di copertura WI-FI e servizi indipendenti.

Le aule del piano nobile della Rocca sono decorate con affreschi che coprono un arco temporale che va dal XV al XVII secolo.

Sale meeting e ospitalità Ce.U.B.

Il Museo Interreligioso

Al piano terra della Rocca è situato il Museo Interreligioso che nasce ufficialmente nel 2005 sulla scia dell’accordo interuniversitario del 1995 Mediterraneum, sottoscritto tra gli atenei di Bologna, Tessalonica, Tunisi, Ankara, Heidelberg, Gerusalemme, la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Pontificia Antonianum e a seguito del quale si fece palese l’esigenza di creare uno spazio dove le culture e le religioni monoteistiche potessero incontrarsi, conoscersi e dialogare, coniugando il valore della tolleranza e del rispetto. Da allora la sede del Museo si trova all’interno delle parti più antiche della Rocca Vescovile di Bertinoro: le segrete e la cisterna, risalenti al XII secolo.

In tutte le sue attività il Museo è gestito dalla Fondazione “Museo Interreligioso di Bertinoro”, istituita nel 2005 e composta dalla Diocesi di Forlì – Bertinoro, dal Comune di Bertinoro e dal Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Ce.U.B.).

Il Museo Interreligioso di Bertinoro

Il percorso museale consente al visitatore di vivere l’autentica esperienza umana, narrata nei testi sacri, dalla quale sono nati i valori comuni del monoteismo, i valori comuni tra ebrei, cristiani e musulmani.

Cultura e tecnologia

Il polo culturale integrato della Rocca di Bertinoro rappresenta un progetto che mette l’ospite al centro degli spazi condivisi e privati, esaltandone il valore del soggiorno.

Ciò si traduce in un’esperienza completa grazie al concetto di “tecnologia al servizio dell’arte”. L’idea di Industria 4.0 è traslata in Cultura 4.0: gli investimenti multimediali e la connettività wi-fi ad alta velocità rappresentano la punta dell’iceberg, ma l’integrazione va ben oltre. L’intero sistema di videosorveglianza è concepito come uno strumento a supporto del percorso educativo, quindi scalabile e ampliabile a scopi che trascendono le classiche funzioni di sicurezza.

In particolare, la visibilità del nuovo percorso espositivo del Museo è estesa all’online grazie all’utilizzo di telecamere ad alta definizione brandeggiabili da remoto. Oltre a fornire i necessari servizi di videosorveglianza, queste permettono di organizzare dei veri e propri virtual tour guidati. Ciò consente di valorizzare l’attività formativa anche durante le limitazioni causate dalle restrizioni sugli assembramenti.

Nel dettaglio, ogni telecamera può essere direzionata a piacere e può zoomare su un oggetto o su un’opera garantendone la completa visibilità. Il sistema è in grado di sfruttare dei preset di ripresa, ovvero possono essere memorizzate fino a 7 inquadrature differenti per ogni sala: con un semplice clic la telecamera si posiziona sull’oggetto definito, al grado di dettaglio desiderato. Ciò facilita il compito dell’operatore che riesce a gestire il tour online guidato in modo fluido e dinamico, rendendo l’esperienza del tutto simile a una visita in presenza.

Videosorveglianza e tour guidati online al Museo

Il sistema è aperto, può quindi utilizzare le piattaforme di condivisione più note e diffuse: Zoom, Teams, ecc.

Il futuro e l’innovazione tecnologica

Negli anni, la Fondazione Ce.U.B. e la Fondazione Museo Interreligioso hanno maturato importanti esperienze a livello nazionale e internazionale che consentono alla struttura di rispondere in modo puntuale alle diverse esigenze educative, formative e congressuali promosse da agenzie, enti e privati.

Teleimpianti è orgogliosa di affiancare questa eccellenza culturale nel percorso che vede l’innovazione tecnologica sempre più integrata nel patrimonio storico italiano, dando vita a sinergie di grande valore, impensabili fino a pochi anni fa.

 

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