Logistica del freddo: sicurezza e safety delle aree refrigerate

Una cella frigorifera correttamente gestita è solo una parte della catena del freddo. Per alimenti e medicinali termosensibili, anche il trasferimento tra magazzino e mezzo di trasporto richiede attenzione: attese, aperture prolungate e anomalie impiantistiche possono esporre la merce a condizioni che ne alterano le caratteristiche e la qualità.

Nelle aree refrigerate è altrettanto importante proteggere chi lavora. Una caduta o un malore possono impedire a un operatore di chiedere aiuto, prolungando la sua esposizione al freddo.

Nella logistica del freddo, integrare controllo degli accessi, allarmi tecnici e supervisione può aiutare il personale a riconoscere e gestire queste situazioni.

Il rischio si valuta lungo il percorso della merce

La durata delle operazioni e le condizioni dell’area di carico incidono sull’esposizione dei prodotti. La FAO evidenzia come i ritardi nel trasferimento siano penalizzanti nelle banchine aperte, non refrigerate; richiama inoltre l’attenzione sull’aumento del carico termico e dell’umidità dovuto alle aperture frequenti delle celle.

Anche le banchine chiuse refrigerate devono essere opportunamente allarmate in caso di sbalzi di carico o anomalie termiche.

Per la distribuzione dei medicinali, le linee guida europee GDP richiedono particolare attenzione a temperatura, pulizia e sicurezza durante scarico, ricarico e deposito intermedio, riducendo al minimo le soste temporanee.

La valutazione deve quindi considerare l’intero flusso di movimentazione. Tempi e soglie vanno definiti secondo le condizioni richieste dai singoli prodotti.

Una porta aperta: dalla segnalazione all’intervento

Una situazione classica da valutare in fase di progetto è la porta che rimane aperta oltre il tempo previsto dalla procedura di carico. Il sistema può segnalarlo al responsabile, mentre le immagini della baia aiutano a capire se la movimentazione sia terminata, ancora in corso o se si sia verificato un impedimento.

Le piattaforme di supervisione progettate e realizzate da Teleimpianti possono acquisire anche gli allarmi dell’impianto frigorifero e le informazioni del monitoraggio termico. La segnalazione viene inoltrata al personale addetto, che ne conferma la presa in carico, o a chi può intervenire in caso di mancata risposta.

L’apertura prolungata resta un indizio operativo: l’eventuale escursione termica deve essere valutata attraverso le misure e le registrazioni pertinenti al prodotto.

Allarme “uomo a terra”: proteggere chi lavora al freddo

Nelle celle frigorifere e nelle aree refrigerate, una persona impossibilitata a muoversi o a chiedere aiuto può rimanere esposta alle basse temperature. Il tempo necessario per accorgersi dell’emergenza assume quindi particolare rilievo.

I sistemi “uomo a terra” possono generare un allarme automatico quando rilevano condizioni compatibili con una possibile emergenza, come un’immobilità prolungata o un’inclinazione anomala del dispositivo indossato, secondo la tecnologia e le impostazioni adottate. Attraverso la segnalazione vengono identificati il lavoratore e l’area interessata ed avvisati gli addetti incaricati all’intervento secondo il piano di emergenza.

Autorizzare gli ingressi e ricostruire le anomalie

Autisti, addetti di magazzino e manutentori devono accedere agli spazi necessari alla propria attività. Organizzare le autorizzazioni per area e fascia oraria aiuta a limitare gli ingressi impropri senza ostacolare le operazioni.

 I dati degli accessi registrati e le immagini possono contribuire a ricostruire una movimentazione anomala.

Il ruolo di Teleimpianti nella logistica refrigerata

Teleimpianti progetta e realizza sistemi di controllo accessi e soluzioni di sicurezza elettronica per hub logistici. Inoltre, integra questi sistemi con piattaforme di building automation per la supervisione degli impianti, anche su strutture esistenti.

Applicare queste competenze alle aree refrigerate significa valutare quali segnali acquisire, quali eventi collegare e come presentarli agli operatori. L’intervento va concordato con i responsabili di logistica, manutenzione e qualità, verificando la compatibilità degli impianti e i requisiti specifici del sito.

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