Tra videocamere di sorveglianza, termostati, caldaie e lavatrici proliferano le soluzioni Internet of Things per la Smart Home, il cui mercato in Italia ha raggiunto quota 250 milioni di euro nel 2017 (+35%) rispetto al 2016. Tale incremento risulta in linea con la crescita dei principali Paesi occidentali, anche se in termini assoluti i numeri sono ancora inferiori rispetto agli altri mercati europei. E’ quanto si evince dall’edizione 2017-18 dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano realizzata in collaborazione con il DEIB (Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria) e l’IoT lab e con il supporto di numerose aziende.

Gli oggetti connessi iniziano quindi a diffondersi nelle case degli Italiani: il 38% dei consumatori ne possiede almeno uno in casa propria e ben il 32% ha effettuato l’acquisto nel corso del 2017. Lo rivela l’indagine sui consumatori condotta dall’Osservatorio Internet of Things su un campione di 1.000 persone con età compresa tra 18 e 74 anni rappresentativi della popolazione italiana, che conferma gli ambiti della sicurezza e del riscaldamento al primo e secondo posto tra le preferenze dei consumatori.

L’indagine conferma anche l’importanza della comunicazione in questo mercato: chi oggi non dispone di oggetti connessi per la propria abitazione nel 27% dei casi non ha mai valutato di acquistarli e nel 17% non ne comprende appieno i benefici. I media tradizionali si confermano il principale canale di comunicazione: infatti il 58% dei consumatori ha sentito parlare di Smart Home nella pubblicità su radio, TV e giornali, mentre il 32% tramite Internet.

Elemento imprescindibile rimane l’installazione da parte di un professionista: il 74% di chi ha acquistato un prodotto ha richiesto da subito l’aiuto di un installatore di fiducia. Cresce la maggiore sensibilità nei confronti di privacy e sicurezza dei dati: il 51% dei consumatori è restio a condividere informazioni personali, soprattutto per il rischio che le finalità di utilizzo siano diverse da quelle dichiarate (era il 27% tre anni fa). Ed è scarsa la fiducia in termini di Cyber Security: il 72% dei rispondenti è preoccupato per i rischi di accesso/controllo degli oggetti connessi da parte di malintenzionati.

In termini di incidenza sulle vendite, a trainare il mercato italiano della Smart Home sono le applicazioni IoT per la sicurezza, come sensori per porte e finestre in grado di rilevare tentativi di infrazione, videocamere di sorveglianza, serrature e videocitofoni. Seguono i prodotti per la gestione del riscaldamento, cioè caldaie e termostati connessi che si diffondono grazie a brand affermati, una community di installatori fidelizzata e la capacità di comunicare i benefici ottenibili in termini di comfort e risparmio energetico. Poi vengono le soluzioni per la gestione elettrodomestici, in particolari lavatrici connesse, controllabili via App e dotate in alcuni casi di assistente vocale.

Fonte Bticino